L’INTERtweetSTA: Alessandro Berselli & Gianluca Morozzi

Inesorabili e pop tornano le INTERtweetSTE, interviste a 140 caratteri che mettono sotto un torchio veloce scrittori e personaggi, sperando che la velocità e la sintesi ci rivelino qualcosa di più di quanto ci lasciano intendere nelle pagine dei loro libri.

(Soffri di eiaculatio precox? Conosci subito Alessandro Berselli e Gianluca Morozzi; oppure vai direttamente all’INTERtweetSTA).

Siam gli ultimi dei belli, sorridono, e non capisci se ti stiano prendendo o meno per i fondelli. Poi capisci che no, è un modus vivendi. O bibendi, a giudicare dalla foto. Quel che sia, ci troviamo di fronte a due scrittori che vanno per la maggiore. Piazza Maggiore, essendo entrambi bolognesi.

Berselli & Morozzi prima dell’ebbrezza dell’intervista a Libroguerriero

No, non stanno ridendo per la battutaccia, che peraltro non mi perdoneranno mai. Piuttosto, stanno ridendo all’annuncio di GLAM, la nuova collana di Pendragon curata dai nostri che a domanda rispondono: “Glam come navigazione controcorrente. Come scritture selvagge, pop, fuori dagli schemi. Giovani autori e scrittori affermati uniti in un collettivo itinerante on the road che ha nel suo manifesto programmatico una sola semplice regola. Non avere nessuna regola”.
Siccome non ci abbiamo capito nulla – e non ci ha capito nulla neanche il loro editore, che infatti ha dato loro carta bianca – li abbiamo sottoposti al fuoco di fila delle nostre tweet-domande per saperne di più. Ma prima, proviamo a capire chi sono.

Alessandro Berselli
di se stesso scrive: umorista, scrittore, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni novanta, collaborando con le riviste Comix e L’apodittico e il sito di satira on line Giuda, e partecipando al Maurizio Costanzo show.
Dal 2003 inizia una carriera parallela come romanziere noir.
Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet), nella sua bibliografia troviamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon), Cattivo (Perdisa Pop), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop) e Il metodo Crudele (Pendragon), che sancisce il suo ritorno all’umorismo caustico e corrosivo degli esordi.
Dell’ultima sua opera, Anche le scimmie cadono dagli alberi (Piemme Open), Maurizio De Giovanni ha scritto: “La scrittura folle e selvatica di uno dei pochi visionari e originali autori nel flaccido panorama della letteratura contemporanea”. Io mi permetto di aggiungere che è un libro divertente e coraggioso. Divertente perché è oggettivamente divertente. Coraggioso perché dicono che i libri umoristici – davvero ho detto umoristici? – non vendono se non firmati dai comici della tivvù. Anche le scimmie cadono dagli alberi trasuda umorismo raffinato, un’ironia di quella che oggi non usa più, sapida e di gran classe. Sotto la veste di pensieri sparsi Berselli ha scritto una storia coerente e disciplinata. Credo di immaginare quanti deviazioni mentali avrà dovuto – e voluto, questo è il punto – tralasciare.
In questi giorni Alessandro sta preannunciando Kamasutra Kevin. Nessuno sa se sarà un manuale di sesso tantrico oppure un romanzo stilnovistico. Ma pare che non lo sappia neanche lui.

Gianluca Morozzi
è uno di quegli autori che cominci a invidiare da subito: scrive tanto, scrive bene, ma soprattutto sa come si tiene un bicchiere in mano.
La sua biografia – in realtà esistono ben due biografie: L’era del Moroz (Zikkurat), a firma di Carmine Brancaccio, e un’autobiografia stampata in soli 333 esemplari, L’età dell’oro. La mia vita raccontata a Paz (Italica Edizioni) – è talmente densa di episodi e pubblicazioni che lo stesso Morozzi si confonde e racconta di essere figlio di Beppe Savoldi, il nostro beniamino Mister Miliardo, a cui dedica Le avventure di zio Savoldi (Fernandel) con il quale dà un calcio al pallone arancione e alla genealogia.
Sia quel che sia, il Morozzi dribbla l’universo mondo e legge libri e fumetti e vede film e ascolta musica e suona e fa il nerd e insegna a scrivere e infine scrive scrive scrive e quest’anno scodella Lo specchio nero (Guanda), un doppio delitto della camera chiusa che vi sorprenderà per l’accurata impalcatura ma che conserva tutto lo spirito cattivo dello scrittore di razza. Morozzi ha voluto scrivere un giallo classico (però dalla soluzione innovativa, giudicate voi) ma con una voce molto noir e ironica, quella che l’ha imposto come una delle più originali del panorama letterario italiano.

Gustatevi allora l’INTERtweetSTA ad Alessandro Berselli e Gianluca Morozzi, i Blues Writers della letteratura italiana. Ma in missione per conto di chi?

Berselli & Morozzi durante la presentazione di GLAM

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