Napoli si racconta

Raccontare Napoli. Un’impresa titanica, da far tremare le ginocchia, la mascella e gli accessori tutti. Poi che c’entro io che sono cafone di provincia e mi sono inventato un quartiere.
Raccontare Napoli. Una cosa facile, due parole su mandolini, pizza fritta e putipù, e te la cavi. Una mezza parola sulla camorra e soprattutto tante risate. Ma chi ci crede?
Raccontare Napoli. La città che brucia, ogni giorno un falò di monnezza e vanità. Un mito che si ricrea ogni giorno dalle sue ceneri, la bella addormentata scippata sull’R2. Ma pure canto, teatro e letteratura nuovi, sguardi critici e mai banali.
Raccontare Napoli e amare Napoli odiandola ogni giorno, maledicendo il pressappochismo, il vulimmece bene, lo sgambetto quotidiano, il fatte ‘e cazze tuoie, tutte quante avimma campà.
Raccontare Napoli e desiderare la normalità, uno scambio culturale con Berna senza passare per Chiasso e soprattutto per Casino.
Raccontare Napoli, e meno male che c’erano Pino Imperatore e Antonio Menna a tenere alta la bandiera, troppo occupato io a fare ciao ciao con la manina.
Raccontare Napoli a Francavilla al mare, una cittadina deliziosa che ci ha accolti con un affetto d’altri tempi, quando si andava più piano e l’ospite non puzzava dopo tre minuti. Con un sindaco davvero in bicicletta, un ex consigliere regionale che ti stringe la mano senza il classico “lei non sa chi sono io” e per saperlo abbiamo dovuto scomodare il Mossad (abbiamo provato con i servizi segreti italiani ma la Sip ha risposto: “L’utente chiamato ha cambiato acronimo…”). Con persone vere e sorridenti. Una Libreria Mondadori Francavilla deliziosa. Un lungomare infestato dalle biciclette e un tramonto all’incontrario.
Raccontare Napoli grazie a Marco Proietti Mancini che ha dimostrato una volta ancora la bellezza dell’integrità (che avevate capito…) e Carla Porcaro, amica nuova e garibaldina, che hanno organizzato, dal niente, un magnifico omaggio a una città che non ha ancora imparato ad essere, responsabilmente, ‘O paese d’ ‘o sole.

Una connola di luna

Presentazione di 081 di Luca Delgado alla Bottega delle parole, San Giorgio a Cremano

A volte è faticoso trovare una spiegazione nel libro della vita. Altre volte no, hai la fortuna di capirlo subito. Oggi pomeriggio ho presentato con Francesca Gerla 081, il nuovo romanzo di Luca Delgado.
Non è stata la solita presentazione di genere (sì, oltre ai libri di genere ci sono le presentazioni di genere, ma ne parleremo un’altra volta), ma un dialogo divertente e interessante. Per gli spettatori che ho visto ridere con gioia e per noi che abbiamo tre visioni diverse dello stesso libro e che abbiamo apprezzato e trovato sorprendenti le altre. Una presentazione ricca e generosa nella Bottega delle parole, una libreria aperta da poco e gentile come la sua titolare, la vulcanica Miryam Gison (speriamo di azzeccare il nome più dell’impiegato all’Anagrafe).

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