Alta teatralità

Alta velocità, un caravanserraglio in un proiettile. C’è l’agente di commercio che parla da ore prima con un suo protetto e poi con un suo mentore, da Napoli a Roma ho imparato tutti i trucchi del mestiere e il valore della glicemia della cugina. C’è la coppia indiana in posti separati ma ora felicemente fianco a fianco con la bambina che dorme ammontonata. C’è la ragazza che ragiona sugli amici e su Milano, su dove e come dovrà sistemarsi, ma in tutt’ ‘o blocco invidia l’amico ventenne che già lavora e invece lei ancora l’ università e col suo stipendio almeno dieci viaggi all’anno, dice. C’è un gruppo di orientali che va avanti e indietro, uno dopo l’altro, come ingranaggi di un orologio svizzero, al bagno, alla macchinetta per il caffè, nell’altro vagone, che un signore per infilarsi nel meccanismo ha colto l’attimo fuggente ma se l’è lasciato scappare. C’è la ciaciona con il poggiatesta, l’uomo pelato con le scarpe alla moda e la voglia di zittire l’agente, la signora che guarda un film col tablet, gli auricolari e gli occhi chiusi. Infine la signora, stretta nel corridoio tra il bagno e la macchinetta per il caffè che mi chiede se posso cambiarle cinquanta euro, cinquanta euro per una macchinetta che va solo a monete, mi deve aver preso per Paperon de Paperoni, e io sorrido che no, le ho lasciate nel deposito sulla collina e le offro l’euro e venti, ma lei sorride imbarazzata e nicchia, che faccio, accetto?, chissà se posso fidarmi di questo bellimbusto, che poi perché chiamarlo bellimbusto se è rimasto solo un busto, anche piuttosto stagionato in verità, allora sfodero l’arma segreta, mi apro in un sorriso rassicurante e dico che devo prendere il caffè per mia moglie, la signora finalmente si rilassa e accetta, prende l’euro e venti e computa un caffè ristretto, uh sta uscendo lungo però è buono, conosco questa macchinetta, e quasi pare carezzarla con lo sguardo, mi aspetto che la chiami per nome ma non lo fa, prende il caffè e va via ringraziando. Nel frattempo l’agente è andato in bagno col telefonino, l’uomo pelato è finalmente felice per non essere costretto ad ammazzarlo, gli orientali continuano imperterriti il viavai, il signore in agguato piange a dirotto con le gambe strette, la ragazza tutt’ ‘o blocco dorme sognando viaggi e tende da campeggio.
Io torno al mio posto e penso che le donne non devono fidarsi dei bellimbusti che millantano moglie al seguito, moglie che con lo sguardo mi chiede che cazzo ho fatto tutto questo tempo alla macchinetta senza aver preso niente.

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