Figli di una vecchia canzone

Autostrada libera, pullman veloce, aria condizionata a palla. Siamo in quattro a pendolare, occhi sul telefonino o sui nostri pensieri, comunque verso il basso. Dalle casse arriva la voce di Antonello Venditti, sempre calda, sempre roca, sempre uguale. Sotto il segno dei pesci mi riporta agli anni belli e perdo la concentrazione, chiudo il libro e comincio a sussurrare le parole. Ma non sono il solo. Il ragazzo dalle retrovie chiede all’autista di alzare il volume, la ragazza accanto comincia a cantare, il signore davanti dondola col suo bel pancione.
L’essenza di un classico è tutta qui, una fune tra generazioni che ci lega e unisce, tutti figli di una vecchia canzone.

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