Una volta c’era Tommaso

Una volta c’era Tommaso, faceva lo scopatore. Era uno di quelli precisi, meticolosi, e dove passava non è che ci potessi mangiare dentro, ma sederti almeno sì. Non faceva una vita bella, Tommaso. Abitava dalle mie parti, in un posto che oggi è un garage o la sede locale di un movimento a qualche stella, non ricordo bene. In effetti era un basso, ma in realtà non lo era, almeno se pensiamo ai bassi napoletani, quelli vissuti più fuori che dentro. In quella strada fuori non ci puoi mettere piede, tra auto parcheggiate e auto che passano il minimo che ti può capitare è una visita mensile al CTO. cazzabbocchioMa ai tempi miei di ragazzo le macchine erano poche, e di fronte a Tommaso c’era una signora che vendeva il cazzabbocchio (grattachecca per i romani, ghiaccio grattato addizionato di sciroppi vari per il resto del mondo). Poi c’erano la Rossa e ‘Ndunino, ma è un’altra storia.
Parlavamo di Tommaso. Ogni tanto lo vedevo fermo per la manutenzione della scopa di saggina, palo addossato a un cancello e corda da stringere forte. Tommaso puliva la strada principale, ma per pulire la nostra, che era privata, credo che prendesse quattro lire di mancia. E pure quello lo faceva bene, con la semplice dedizione di chi rispetta un contratto. Non ho una visione romantica, no, ma di sicuro Tommaso faceva bene il suo lavoro perché sentiva di doverlo fare, punto.
Di sicuro non era amore, né tantomeno un calesse. Era un mondo ancora antico, ma io non ho mai sentito usare la parola scopatore come un’offesa. Oggi ci siamo evoluti con gli operatori ecologici (non ho nulla contro il politically corret, anzi, e chissà se si chiamano ancora così), ma le strade sono sempre più sporche. Con questa e con l’Amministrazione precedente, non c’è verso. Un po’ perché c’è il taglio dei costi (non credo comincino prima dell’alba e di sicuro non lo fanno il primo dell’anno, con la conseguenze che puoi camminare per strada senza rischi non prima del 3 mattina).
Nel mondo moderno di oggi c’è, però, una novità. C’è una coppia di ragazzi che stamattina hanno deciso di scopare e di scopare di brutto. Anche loro con meticolosità e precisione, scopando le carte dietro le auto, verso il marciapiede, dove non si vede una scopa da decenni, e persino sotto. Piegano la schiena e ci dànno dentro, urlando di tanto in tanto il loro BUONGIORNO! ai passanti. Che regalano una moneta e un sorriso, a volte solo una moneta e a volte niente, nemmeno il sorriso. Sono neri, questi ragazzi, armati di guanti e di due scope, una di saggina e una più modesta, da casa. Sono neri e sono belli, un ragazzo e una ragazza con due sorrisi così. Qualcuno penserà che sono furbi, può darsi, ma hanno capito che nel mondo capitalistico se c’è un problema puoi sempre offrire la tua soluzione. Magari hanno capito che nel mondo capitalistico di oggi fanno meglio a rendersi utili che a chiedere l’elemosina. Magari hanno capito che è meglio fare buon viso a cattivo gioco. Io non lo so. So solo che finalmente la strada è pulita grazie a loro e non grazie alla ditta che viene pagata milioni di euro per un servizio che non fa bene. Che poi non riesca per motivi esterni alla sua volontà è tema di confronto con l’Amministrazione comunale o delle aule giudiziarie. Nel frattempo, per qualche ora, prima che noi torniamo a sporcare, mi godo la strada pulita e il loro BUONGIORNO! E le facce stranite di qualche iononsonorazzistama di passaggio.

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