L’INTERtweetSTA: Edgardo Bellini & Pino Imperatore

Deliranti tornano le INTERtweetSTE, interviste a 140 caratteri che mettono sotto un torchio veloce scrittori e personaggi, sperando che la velocità e la sintesi ci rivelino qualcosa di più di quanto ci lasciano intendere nelle pagine dei loro libri.

(Ma tu davvero vuoi saltare le biografie di Edgardo Bellini e Pino Imperatore e andare direttamente all’INTERtweetSTA?).

Non so da dove cominciare. Perché gli ospiti di oggi sono scrittori che generano scrittori. Scrittori al quadrato, quindi, instancabili motori di tanta scrittura napoletana. E tante, tante altre cose. Ma partiamo dal principio.

Edgardo Bellini
è ludolinguista e campione italiano di giochi di parole. Anagrammista principe e signore dello Scrabble, araldo della crittografia mnemonica e sommo esperto dell’onomanzia, l’arte di predire il futuro o il carattere delle persone attraverso le lettere del suo nome. Di se stesso (e qui mi bacchetterà perché predica corretto solo “sé stesso”, ma io sono di vecchia scuola) leggerete nella sua prima risposta all’INTERtweetSTA. È redattore della rivista di enigmistica classica La Sibilla.
Dal 2003 affianca Pino Imperatore nella conduzione del Laboratorio di scrittura comica e umoristica «Achille Campanile», brodo di cultura nel quale hanno cominciato a muovere i primi passi scrittori del calibro di Maurizio de Giovanni. O, nel campo della scrittura umoristica, Maurizio De Angelis, Gero Mannella, Giovanni Nurcato, Gianni Puca e Lucio Rufolo.
Dai fumi del brodo di cultura del Laboratorio – che ancora oggi continua il suo lavoro nei locali de Il Clubino in Napoli al vico Acitillo 106 – sono nate numerose raccolte di racconti, come Quel sacripante del grafico si è scordato il titolo (Graus) o Aggiungi un porco a favola (Cento Autori) con il marchio GULP Gruppo Umoristi Ludici Postmoderni che sfornerà anche Se mi lasci non male (Kairos) a cura di Gianni Puca. (Qui potete trovare una galleria di immagini GULPiste realizzate con piglio ingenuo e romantico dal sottoscritto).
Un’altra grande passione di Edgardo Bellini è il teatro, per il quale ha scritto numerosi testi, ma soprattutto lucide recensioni su Teatro.it.
Il nostro ama anche recitare improvvisando (o improvvisare recitando) e lo vedrete calcare le scene con la compagnia Coffee Brecht, divertendosi e divertendo, o magari duellando con altre compagnie, nello spirito goliardico e partecipativo che caratterizza il teatro IMPRO’.
Chiudo questa libera biografia con il link a una toccante poesia scritta da Bellini che si trova nell’antologia collettiva Vedi Napoli e poi scrivi (Kairos) curata da Aldo Putignano e che potrà darvi un’idea del suo talento enigmistico e della sua passione per la sua città, Napoli, città cialtrona e città cartolina, specchio ustorio e lenitivo di tutti coloro che ogni giorno si arrabattano tra i vicoli e il sole: Laude duale.

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Eddi & Pino: una lunga storia di risate (clicca per ingrandire)


Pino Imperatore
nasce a Milano e tifa Fiorentina. Ma, a parte un’encomiabile precisione certosina – è l’unico intervistato ad aver inscritto tra «virgolette caporali» le risposte all’INTERtweetSTA – è un degno figlio di Napoli.
Dopo anni di cui si sa poco (noi lo immaginiamo curvo sui tomi di Achille Campanile e a ritagliare gli annunci mortuari dei giornali locali), nel 2001 fonda a Napoli il Laboratorio di scrittura comica e umoristica «Achille Campanile» dove viene presto affiancato nella conduzione da Edgardo Bellini. Sono gli anni in cui il laboratorio viene ospitato nei locali del TAM Tunnel Comedy Club, il teatro dove sono cresciuti autori come Alessandro Siani e Paolo Caiazzo e dove Imperatore coordina con Federico Andreotti il Laboratorio di cabaret Zelig-Tunnel.
Da quel momento il nostro – fedele pure al responso onomastico di Edgardo Bellini: Primo in poetare – innesta una marcia inarrestabile: vince il Premio Massimo Troisi, di cui diventa responsabile della sezione Scrittura dal 2005 al 2011, e scrive In principio era il Verbo, poi vennero il soggetto e il complemento (Colonnese), Un anno strano a Roccapeppa (Kairos), Le mirabolanti avventure del Gladiator Posillipo, (Cento Autori) e la Trilogia del Buonumore per Cento Autori, tre libri usciti in contemporanea, una specie di pazzo record mondiale: La catena di Santo Gnomo, Manteniamo la salma (dove l’autore mette a frutto gli studi matti e disperatissimi sugli annunci mortuari) e Questo pazzo pazzo pazzo mondo animale.
Nel 2008 Imperatore passa dalla narrativa alla saggistica e sforna De vulgari cazzimma (Cento Autori), un incredibile viaggio nella parola napoletana cazzima, ricco di analisi storiche e gustosi aneddoti.

(clicca per un servizio video sullo spettacolo)

Arriviamo infine ai giorni nostri, con i due volumi che hanno lanciato il nostro nell’empireo degli scrittori nazionali: Benvenuti in casa Esposito e Bentornati in casa Esposito (Giunti) che narrano le gesta eroicomiche di Tonino Esposito, camorrista per linea di sangue ma con scarsa vocazione, e la sua famiglia allargata. Da questi romanzi è nato, da un’idea condivisa con Paolo Caiazzo e Alessandro Siani, un fortunatissimo spettacolo che è in tournée da tre anni, andato in scena in più di 50 teatri in Campania, Lazio, Puglia e Calabria e che ha finora registrato quasi 90mila spettatori.

Si ride, con la saga degli Esposito, si ride della camorra e si riflette su quanto sia volgare e ridicola la criminalità organizzata.
Come si ride e si pensa con l’ultimo parto di Pino Imperatore, il romanzo Questa scuola non è un albergo (Giunti) che vede il protagonista Angelo D’Amore affrontare i problemi tipici di un diciottenne alle prese con l’amore, gli esami di stato, un mistero di famiglia e un pappagallo ciarliero e impertinente.
Non pago comunque dei successi come scrittore e insegnante di scrittura umoristica, nonché come drammaturgo, Pino Imperatore ha esordito come regista per lo spettacolo Anime del Sud, con Ciro Giustiniani.
Io spero di vedere presto un’altra sua opera, libro, regia o spettacolo che sia. Perché con questo napoletano precisino non ci si annoia mai. E c’è sempre da imparare.

Le biografie sono finite (!), ma un’ultima considerazione credo che valga la pena di essere fatta: non credo che esista un modo per ringraziare Edgardo Bellini e Pino Imperatore per il tignoso lavoro di aggregazione culturale che hanno svolto e svolgono tutt’oggi. E se a Napoli si scrive, si scrive tanto e bene, beh, un po’ lo si deve anche a questi due signori. Sì, è vero, qualche volta sbagliano anche loro. Sì, sono i primi colpevoli dei miei deliri, online e su carta, visto che nel 2007 ho frequentato il loro laboratorio, evidentemente senza molto profitto. Ma è parva materia.

A proposito, l’onomanzia belliniana per Aurelio Raiola è: ora a lui, ora lei. Ma non vi scomodate a capirne il senso, non tengo voglia né curiosità 😉

E ora, che ne dite di immergerci nell’INTERtweetSTA?

20160414-Intertweetste-Edgardo-Bellini-e-Pino-Imperatore

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