Message in a bottle of Sambuca

 photo Morse-messaggio_forweb.jpgIeri, in famiglia, abbiamo visto Interstellar, l’ultimo film di Christopher Nolan. Il film ci è piaciuto – molto ai ragazzi, abbastanza a me, posto che la domanda si sia affacciata con prepotenza dai balconi delle vostre sinapsi – per le immagini spettacolari e perché prova a dare una risposta alle eterne domande della vita: perché siamo, dove andiamo e, soprattutto, perché quando spazzi la polvere dal pavimento essa si riforma più bella e più superba che pria.

ATTENZIONE SPOILER!

La chiave del film è che noi siamo immersi in uno spazio tempo di cinque dimensioni, quindi è inutile lamentarsi che il compagno di palestra ce l’ha più lungo del vostro perché basta compensare lo spazio con il tempo (ma devo proprio dirvi tutto io?). Ma soprattutto non andate in palestra se i confronti vi deprimono, o al massimo fate la doccia con gli slip perché è più igienico.
Se poi volete proprio approfondire l’argomento vi consiglio di leggere la teoria delle stringhe, anche se io non ci ho capito nulla e per questo metto i mocassini.

Comunque il film spiega che lo spazio si piega e che i fantasmi, i poltergeist, quei piccoli inspiegabili accadimenti quotidiani che ci stupiscono e ai quali non sappiamo dare risposta, sono di sicuro qualche nostro avo che vuole mettersi in contatto con noi, come il pilota Cooper che comunica alla figlia Murph i collegamenti tra la teoria della relatività e la meccanica quantistica per poter finalmente portare nello spazio tutta l’umanità che il mondo non può più sfamare.

E lo fa in codice. Codice Morse. Punto linea. Ta tatààà ta ta ta. Tutta la relatività generale e la meccanica quantistica. In codice Morse indirizzato verso un orologio. A lancette. Uno scatto minimo della lancetta in senso antiorario è un punto. Uno scatto lungo una linea.  photo Betty-Boop_forweb.jpg

Con quella povera figlia abbandonata che a furia di guardare il quadrante le viene un’uveite da sballo e gli occhi che fanno Betty Boop ma la ragazza è tignosa, è capace, è un’eroina da film.

Ora, a casa mia è da tempo che ci sono fenomeni strani: libri che cadono all’improvviso dalla libreria, bussole che sbattono, calzini che per magia volano dalla stanza dei ragazzi al cesto della biancheria, e io sono sicuro che è mio nonno che sotto l’effetto di una buona Sambuca cerca di dirmi dove ha sepolto quel dannato tesoro o, quantomeno, i numeri al lotto. Solo che il codice Morse, io, non lo capisco. Niente, ma proprio niente. Nemmeno un SOS capisco in codice Morse.
Per cui, nonnino caro, è inutile che ti sbatti: o ti impadronisci dell’anima di Marzullo o vienimi in sonno. Non cosa mi fa paura di più, ma è meglio.

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